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senza la chiave non apriamo quel che si apre con la chiave che lo apre e a quale scopo scoprire qualcosa che rimarrebbe comunque chiuso, noi non avendo la suddetta chiave che invece lo aprirebbe avendola


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AnimeMartyr.
E per non naufragare nei bui
oceani delle mie lacrime d’odio
non altro che calmar la tempesta
mi resta, e ‘l quietare l’animo.
Ma se poi la rabbia avvampa
altro non posso che ‘l suo nome
e la mia condanna denunciare.
Ed ecco il tuono che schiara il ciel
e il cuor quasi non si spaura
e il sole lacrima e ‘l ciel si dispera
e l’animo si strugge nell’acque ruggenti.
E suole star solo sotto il sole
ardente, mirando il cielo lagnoso
bevendo lacrime di celeste ciel
trafitto da una pioggia di mille fiamme,
e mentre pone fine al suo poema
il Vecchio solca le pagine della morte
girando ancora la somma clessidra
invocando così la suprema Falce.
Ed una nuova pena sovverrà
a rincuorare il mio triste animo.
Ed è questo il triste martirio
dell’eterno scritto oscuro
che solenne mi prescrisse il Fato.
Né più mai dell’Eroe il piè d’ira
calpesterà le Sacre Sabbie, ove tacque
nei silenzi de’dardi e dell’urla, lui giacque
che lo spirto rugge e’l cor sospira.
E ‘l crine ricoprea la santa lama.
D’ardito coraggio ti foderavi
per la fede e la gloria degli avi
velando colei che ancora t’ama
che ancora spira e soffrirà d’amore
che neppure sa la fine donata dal fato
al suo eroe e principe tanto amato
e berrà lacrime e si nutrirà di dolore.
Né già mai dalla terra risorgerà
per un soffio d’aria, ch’è ‘l puro vento.
E la Signora lo lambirà, contento.
Chino sul sangue de’ morti, lui verrà.
E l’anima sfregiata, erma in quel loco
d’un amaro rimorso arso nel foco
Esule vagherà in cerca di passione
quella che s’innamorò del cuor di leone.
E ‘l sole morea e il buio lo divorava
Lui ruggiva e dalla falce si dimenava.
E l’eterne stelle lo fissavano, mentre
La notte divorava l’eroe nel suo ventre.
Luminoso ‘l vento all’Aura sanguigna
di celèstia forma la paura vermiglia.
Quando in fine, il Vecchio invocò Lei
Tu giurasti gloria e morte agli Dei.
Eterna la promessa, breve la sfida, che fu mozzata dalla somma falce,
posa le armi, tu che per eterno vivrai e dall’eterna gloria discendi
tu che in pace riposerai, eternamente, nell’opera ch’ ivi scrissi.
-Hybris
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Hybris.